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Praticante avvocato: responsabile degli atti stragiudiziali

Con sentenza n. 8445/08 la Corte di Cassazione Sez. II Civ. ha definitivamente sancito che il praticante avvocato è responsabile anche per le attività stragiudiziali che non sono riservate agli iscritti all’Albo. Secondo la Suprema Corte, infatti, il contratto di prestazione professionale tra praticante avvocato e cliente, benchè avente ad oggetto una prestazione professionale che non richiede l’iscrizione all’Albo, è valido. Ne deriva che si risponde di responsabilità professionale nel caso in cui quest’ultima venga accertata.

Il fatto si è svolto così: un cliente si è rivolto ad un praticante avvocato per ottenere il risarcimento di un danno derivante da un sinistro stradale in seguito al quale la vittima di quest’ultimo aveva riportato un’invalidità permanente. Il professionista, tuttavia, ha fatto decorrere il termine di prescrizione per ottenere il risarcimento.

Da questo fatto è nata un’azione di responsabilità nei confronti del praticante avvocato che, come strategia difensiva, aveva invocato la propria carenza di legittimazione passiva (essendo egli un”semplice praticante”) ed il fatto che il consorte della vittima avrebbe richiesto l’interruzione di ogni attività per non danneggiare il responsabile dell’incidente, suo lontano parente. La Suprema Corte ha ritenuto, in particolare, che “il contratto concluso tra praticante avvocato e cliente, avente ad oggetto i compimento di atti processuali o anche prestazioni preparatorie rispetto ad essi è nullo per contrasto con l’art. 2231 c.c. e che, nel sistema delle norme di cui agli artt. 2231, 2232 e 2233 c.c. ci si riferisce rispettivamente ad avvocati, procuratori e patrocinatori, ed ad avvocati e praticanti abilitati per patti relativi a compensi”.

Praticanti avvocati, siamo stati nuovamente avvertiti! La nostra attività è professionale e non importa il fatto di essere “solo” dei praticanti. Noi siamo dei professionisti ai quali manca solo “il pezzo di carta”. La domanda che mi sorge spontanea è perchè ci fanno penare così tanto per accedere alla professione a pieno titolo se la professione noi la svolgiamo tutti i giorni, con onori e oneri!

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