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Lo spam? Non sempre è negativo.

Spam. Quando si pensa a questa parola immediatamente vengono alla mente dei pensieri negativi. E non è sbagliato che sia così. La definizione che Wikipedia, la più grande enciclopedia libera del mondo, offre della parola Spam è questa: “Nella terminologia informatica le spam possono essere designate anche con il sintagma di junk-mail, che letteralmente significa posta-spazzatura, a rimarcare la sgradevolezza prodotta da tale molestia digitale“. Al giorno d’oggi lo spam non è, ahimè, solo la posta indesiderata. Molto spesso i nostri blog o siti web sono inondati da messaggi non desiderati e siamo pieni di software house che gareggiano su chi produce il software anti-spam più efficace e più veloce. La stessa Wikipedia ci fornisce alcuni dati che riguardano i vari tipi di spam oggi presenti su internet, i loro costi in termini economici, il perchè esiste e come comportarsi per prevenire questo odioso fenomeno.

Ma io qui non voglio nè presentare l’ultimo ritrovato tecnologico per eliminare (meglio sarebbe dire limitare) lo spam, nè aggiungere informazioni su quanto è già noto ai più. No. Voglio darvi una lettura molto diversa di cosa può essere lo Spam per i gestori di siti web sempre alla ricerca dell’aumento di traffico. Questo breve articolo non è tutto farina del mio sacco; deriva da una delle mie navigate sul web alla ricerca di non so esattamente cosa. Il web è bello anche per questo… non sai cosa fare, inizi a navigare e ti ritrovi a leggere di tutto e di più senza sapere perchè. Ed è stato esattamente in questo modo che mi sono imbattuto in un sito dove un americano dava una lettura dello Spam davvero interessante.

L’analisi nasce da una semplice constatazione che riguarda più che altro i gestori di spazi web, come già detto. Quindi, non ci si riferisce ai noiosi messaggi di posta elettronica indesiderata ricevuti sulle nostre caselle personali, quanto al significato della ricezione di messaggi indesiderati sui siti web, ad esempio sotto forma di commenti al blog. Ricevere spam sul sito significa che quest’ultimo genera traffico. Ovviamente non è traffico di qualità, ma indica con certezza che lo spazio web “attaccato” ha un buon ranking ed è facilmente raggiungibile. Vuol dire, ancora, che ha contenuti che trovano un riscontro nel pubblico e che, dunque, può essere una buona vittima per uno spammer che avrà un buon quantitativo di lettori 🙂

Ma il nostro amico blogger americano si spinge oltre e ci offre una plausibile motivazione su uno dei motivi che può aver generato lo spam. Ci dice che il modo attraverso il quale quest’ultimo rintraccia le sue “vittime” (nel nostro caso il sito web) è dato, tra gli altri, dal numero di backlinks che puntano verso il sito stesso. Avere un buon numero di backlinks è un aspetto positivo ed è indice del fatto che molti altri siti lo conoscono e lo rendono raggiungibile. Sebbene lo spam sia noioso, riceverne significa che abbiamo scritto qualcosa che valeva la pena di essere letto!

A questo punto non vi resta che leggere l’articolo originale che trovate qui.

One Response

  1. diggita.it says:

    stefanolaguardia.eu » Lo spam? Non sempre è negativo….

    Chi lo ha detto che lo spam ha solo una lettura negativa? Per i webmaster lo spam può significare anche qualcosaaltro, oltre alla noia di dover rimuovere messaggi indesiderati… ad esempio? Un buon metro di valutazione del traffico del sito!…

Comments

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