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D.D.L. intercettazioni: ma siamo proprio sicuri che ce ne era bisogno?La cronistoria dell'(ab)uso del termine privacy

Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlando negli ultimi giorni. I più importanti media italiani, nel diffondere la notizia, hanno posto l’accento sulla parte della conferenza stampa e sulle interviste dei politici che riguardavano la “tutela della privacy” dei cittadini. Da una parte si sostiene che con questo ddl il Governo vuole mirare a tutelare la privacy dei cittadini e dall’altra parte si parla meno di privacy dei cittadini ma di più della necessità di evitare la pubblicazione di intercettazioni prima di un certo stato del processo penale. Ad ogni modo la sostanza cambia poco…

Partendo dalla circostanza per cui ancora non ci è dato di conoscere l’effettivo contenuto del disegno di legge, circostanza questa che la dice lunga sulla serietà di un Governo (di qualsiasi colore, sia chiaro) che annuncia al popolo qualcosa che non è stata ancora resa pubblica e che, dunque non può essere sogetta a critica circostanziata, non voglio soffermarmi sulla validità del futuribile testo del ddl. Al contrario, voglio citare il comunicato stampa presente sul sito del Consiglio dei Ministri, accennare alla attuale disciplina del codice di procedura penale in materia di intercettazioni telefoniche, per poi porvi una domanda. Continuando in questa premessa, voglio solo aggiungere che sono stufo di come il concetto della privacy sia usato, abusato e mistificato da gran parte della classe politica italiana.

Il provvedimento tiene in considerazione il diritto alla riservatezza tutelato dall’articolo 15 della Costituzione e i principi affermati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui la legge dello Stato deve garantire un’adeguata protezione della privacy, attraverso la definizione delle categorie di persone assoggettabili a intercettazioni e la natura dei reati; l’individuazione di un termine massimo per la durata delle intercettazioni e la tutela degli interlocutori che siano stati causalmente (probabile errore di battiturala parola doveva essere casualmente, ndr) intercettati. Si riconosce altresì la responsabilità amministrativa della testata giornalistica intesa come soggetto giuridico.” Questo è quanto si legge sulle pagine del sito web del Governo in merito al ddl sulle intercettazioni. Ad una semplice lettura di quanto riportato e di fronte alla non conoscenza dell’attuale disciplina prevista dal codice di procedura penale si è portati a pensare che attualmente non esiste alcuna regolamentazione delle intercettazioni. Come dire, sembra quasi che oggigiorno un Magistrato una mattina possa svegliarsi, accedere ai suoi uffici ed iniziare ad intercettare indiscriminatamente senza dare conto a nessuno. Sembra quasi che dopo che il Magistrato abbia intercettato possa decidere di chiamare la sua testata giornalistica preferita e chiedere se sono interessati a pubblicare le conversazioni dell’intercettato di turno. Ma siamo proprio sicuri che sia davvero questa la realtà? La risposta è NO! E non affermo a caso che siamo di fronte all’ennesimo uso distorto delle parole e dell’ennesimo travisamento dei fatti. Ma procediamo per gradi.

L’attuale disciplina riguardante le intercettazioni telefoniche si rinviene nel Libro III, Titolo III, Capo IV del Codice di Procedura Penale. Più precisamente agli articoli 266 e ss. c.p.p.. Possiamo, dunque, escludere che il nostro Ordinamento non disciplini affatto le intercettazioni e possiamo procedere con la verifica di cosa è previsto in merito ad esse e di come possano essere utilizzate quale mezzo di ricerca della prova in un procedimento penale. Innanzitutto, l’art. 266 c.p.p. limita la possibilità di uso delle intercettazioni solo ad alcuni reati ed esattamente ai reati di cui al comma 1, lett. a), b), c), d), e), f) ed f-bis) dello stesso articolo:

1. L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione è consentita nei procedimenti relativi ai seguenti reati:
a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
c) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
d) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;
e) delitti di contrabbando;
f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono;
f-bis) delitti previsti dall’articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1 del medesimo codice.

Come avrete notato, con l’attuale disciplina non si può essere intercettati sempre e comunque, ma l’intercettazione è prevista solo per alcuni delitti e reati di particolare gravità. Per questo motivo non è esattamente chiaro il perchè si annuncia che il ddl serve a garantire il diritto alla riservatezza tutelato dall’articolo 15 della Costituzione e i principi affermati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui la legge dello Stato deve garantire un’adeguata protezione della privacy, attraverso la definizione delle categorie di persone assoggettabili a intercettazioni e la natura dei reati se è di fatto già così. Sorge spontanea una domanda: non è che, come al solito, si vogliono escludere reati per i quali sono indagati gli amici degli amici? Perchè, se così fosse, mi sentirei preso leggermente in giro ad ascoltare che vogliono tutelare la mia privacy con queste modifiche. Ma andiamo avanti…

Un altro aspetto che ritengo fondamentale riguarda le modalità di uso delle intercettazioni. Il Governo annuncia che dovrà essere un collegio di Giudici a stabilire se potrà essere usato questo strumento di raccolta delle prove. Ancora una volta sorge spontanea una domanda: ma come funziona adesso? Il Magistrato che sta indagando può decidere di intercettare in totale autonomia? Ed ancora una volta la risposta è NO. Attualmente, le intercettazioni possono essere autorizzate solo laddove queste siano indispensabili ai fini delle indagini e della sussistenza dei gravi indizi di reato. Vale a dire che l’ipotesi delittuosa per la quale si richiede l’uso delle intercettazioni non deve apparire come meramente ipotetica. Inoltre, le intercettazioni devono essere disposte con decreto motivato dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta del Magistrato del Pubblico Ministero ed il Giudice deve altresì motivare a pena di nullità che ci siano i presupposti per l’adozione del provvedimento. Vi è solo un caso nel quale il Magistrato del Pubblico Ministero può effettuare le intercettazioni senza previa autorizzazione. Questa ipotesi è prevista dall’art. 267 C.p.p., al punto 2, dove si stabilisce che per ragioni di urgenza il Pubblico Ministero può procedere in autonomia alle intercettazioni con decreto motivato, ma deve, entro le successive 24 ore, inviare richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari il quale, a sua volta, ha ulteriori 48 ore per la convalida. Badate bene, se quanto previsto dal Codice di Procedura Penale non viene rispettato, le intercettazioni saranno inutilizzabili!

Non voglio andare oltre, perchè questo è già più che sufficiente a porvi le domande definitive: credete davvero che le modifiche che verranno introdotte con il d.d.l. serviranno a tutelare la vostra privacy? Siete proprio sicuri che la disciplina attuale non sia sufficiente a garantire l’uso delle intercettazioni solo laddove ve ne sia effettivo bisogno? Il mio parere personale è che, come al solito negli ultimi anni in Italia, sia solo un problema di far rispettare le leggi che già esistono ed è solo fumo negli occhi l’introduzione continua di leggi per regolamentare qualcosa che già è regolamentata. Se, poi, vogliamo “pensar male” (e come diceva qualcuno “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azecca”) allora dobbiamo pensare che qui si vuole solo aiutare qualche amico. D’altronde non si spiegherebbe il motivo per cui le modifiche al Codice di Procedura Penale che verranno introdotte se il d.d.l. dovesse diventare Legge dovrebbero essere retroattive (cioè valide anche per i processi in corso), come pure da qualcuno è già stato preventivato. Che senso ha? Che le facessero per i processi futuri senza vanificare gli sforzi compiuti dai Magistrati negli anni passati e con regole del gioco diverse.

La verità è che se alla classe politica italiana stesse a cuore la nostra privacy, avrebbe potuto iniziare ad abrogare una volta per tutte il famoso Decreto Pisanu che obbliga gli ISP a conservare tutti i nostri dati delle comunicazioni per fini antiterrorismo… pensateci bene, siamo tutti intercettati (sebbene non per fini processuali) con la scusa che questo è necessario per individuare i terroristi… intercettiamo tutti per trovare 1 terrorista ogni milione di abitanti.. altro che democrazia, questo si chiama regime totalitario.

5 Responses

  1. upnews.it says:

    D.D.L. intercettazioni: ma siamo proprio sicuri che ce ne era bisogno?La cronistoria dell’(ab)uso…

    Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlan…

  2. diggita.it says:

    D.D.L. intercettazioni: ma siamo proprio sicuri che ce ne era bisogno?La cronistoria dell’(ab)uso…

    Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlan…

  3. D.D.L. intercettazioni: ma siamo proprio sicuri che ce ne era bisogno?La cronistoria dell’(ab)uso…

    Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlan…

  4. D.D.L. intercettazioni: ma siamo proprio sicuri che ce ne era bisogno?La cron…

    Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlan…

  5. Anna says:

    Hai ragione, è tutto ok come vedi. Però questo post te lo frego e lo metto sul blog dell’associazione.
    Baci

Comments

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