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Neo FreeRunner. Impressioni sullo Smartphone Open source dopo una settimana di uso

Girovagando per la rete sono stato colpito da un articolo pubblicato sul blog di Joachim Breitner e riguardante un commento all’unico smartphone attualmente sul mercato interamente sviluppato su una piattaforma Free Software. Sto parlando ovviamente del Neo FreeRunner che da pochi giorni è in vendita e del quale vi avevo parlato in un recente articolo di questo blog.

Joachim, nel suo articolo intitolato “One week with an OpenMoko Freerunner“, ci spiega quali sono state le sue impressioni dopo aver ricevuto il suo FreeRunner ed averlo usato per circa una settimana. Le conclusioni alle quali giunge non sono esattamente positive e riguardano principalmente le modalità di partecipazione allo sviluppo di questo smartphone che, nonostante ne abbia davvero molto bisogno, pare che non siano molto ben organizzate. Dato che ritengo molto interessante il giudizio di Joachim, gli ho chiesto di poter tradurre il suo articolo ed avendo ricevuto parere positivo, ve lo riporto per intero in italiano :)

Una settimana con un OpenMoko Freerunner

Circa una settimana fa ho ricevuto il mio OpenMoko Freerunner. Si tratta di un telefono cellulare sviluppato in maniera aperta che gira interamente con Free Software. Ciò che segue è quello che ho da dire su di esso.

  • L’hardware

E’ più piccolo di quanto pensassi ed è abbastanza leggero. La mia ragazza dice che è brutto, ma a me piace. Oltre ad essere un telefono GSM, è fornito di alcune divertenti funzioni: GPS, acceletometro, WLAN. Il touchscreen lavora bene, anche se non ho altri apparecchi da comparare.

  • Il software

Il sistema che viene fornito, anche dopo essere stato aggiornato, è ancora molto minmale. Più che altro funziona per telefonare e per gli SMS, ma ci sono ancora molti capricci irrisolti che non mi hanno permesso di utilizzare il Freerunner come unico telefono. La modalità standby viene troppo spesso interrotta, con il risultato che la batteria ha una durata di circa 8 ore, a ci sono alcuni problemi audio nelle conversazioni, chi ascolta avvertirà staticità ed eco. Ma, visto che qui parliamo di Free Software, ci sono fondate speranze che tutto ciò venga eventualmente corretto .

  • Lo sviluppo

La distribuzione OpenMoko (OpenMoko è il sistema operativo del Freerunner – ndr) è basata su Openembedded, che utilizza bitbake per lo sviluppo del software. Quindi, se dico bene, e di ciò non c’è certezza, dato che la documentazione è poca, c’è il git repository su git.openomoko.org, che è una copia del git repository di openembedded. Questo contiene tutto ciò che serve per i vari pacchetti, compreso dove possono essere scaricati, i loro metedata (come le dipendenze ed il numero di versione) ed a volte le patch. Queste referenze comprendono gli URL dei tarballs o subversion. Per le applicazioni “native” di OpenMoko, il codice sorgente è nel repository SVN di OpenMoko.

Uno dei metodi suggeriti per compilare software per FreeRunner è quello di utilizzare il file tarball di una “toolchain” , che può essere facilmente estratto da qualche parte ed usato per costruire il software presente nei repository del subversoin oppure altro (sperando autoconfigurato) software. Ciò porta alla creazione di files binari, ma non produce nessun “specifico” file .ipk, quindi niente numeri di versioni o dipendenze.

L’altro metodo è il full openmbedded setup, reso semplice utilizzando il MokoMakefile. QUest’ultimo, automaticamente, recupera e costruisce tutto ciò che è necessario per la cross-compilazione e tutti i pacchetti disponibili,producendo così lo stesso otuput che si ritrova sui server di openomo. Per poter utilizzare questo metodo sono necessari circa 6 gigabyetes di memoria e circa un giorno di tempo la prima volta che si prepara il metodo, ma dopo l’hacking del telefono è abbastanza semplice, anche perchè vengono risolte le dipendenze ed è autonomo.

  • La comunità

Nei progetti Free Software lo stato della comunità è fondamentale. Il progetto OpenMoko sembra soffrire della presenza incostante di persone interessate nelle mailing-list, con la conseguenza che è difficile seguire uno sviluppo reale in una miriade di domande frequenti ed ottime idee da parte di persone che nè hanno un cellulare OpenMoko nè svilupperanno mai codice.

Dall’altro lato, non è facile iniziare a contribuire al progetto per chi inizia a farlo. Io ho riscritto del codice affinchè il telefono possa gestire numeri nel modo 0172/123456 al posto dell’”ufficiale” +49172123456 nella rubrica e nelle applicazioni per gli sms, qualcosa per cui altri utenti hanno protestato. Ma nessuno mi ha saputo dire dove ed in che modo avrei potuto pubblicare le mie patch e la mail inviata alla mailing list con le patch ed il bug report è rimasta senza risposta. Non è chiaro, almeno a me, chi è responsabile e di quale parte del progetto – abbastanza diverso da ciò cui sono abituato con Debian, dove c’è una chiara lista dei maintainers di ogni pacchetto, ed un modo molto chiaro e noto per sottoporre le patch (recandosi su bugs.debian.org).

Per chi fosse interessato, ho pubblicato il mio ramo di repository git su git.nomeata.de, e spero di aggiungere nuove funzioni e bugfix col tempo – almeno quando avrò capito come contribuire in maniera corretta ad OpenMoko.

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