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La tartaruga sta al giaguaro come la Legge sta all'evoluzione tecnologica

Il 19 febbraio 2009, con il provvedimento n. 34, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è intervenuta su una materia che è di sicuro interesse per chi è solito guardare la TV. Infatti, sono state dettate nuove disposizioni in materia di livello sonoro dei messaggi pubblicitari e delle televendite. Sarete in tanti ad aver letto questa notizia e non voglio tediarvi con un’analisi particolareggiata di ciò che è stato disposto con il detto provvedimento. Ma mi viene spontanea una riflessione…Partiamo da un dato: molto (troppo) spesso quando guardando un programma televisivo la programmazione è interrotta dai “consigli per gli acquisti”, questi ultimi letteralmente sparano messaggi a volume davvero molto alto. Un volume decisamente più alto della trasmissione che stavamo guardando, al punto da non avere necessità di complessi strumenti di rilevazione per comprendere che ci stiamo stordendo e per domandarci se è normale un così forte e netto aumento del volume della TV. Direi che si tratta di un dato oggettivo.

Tale dato è talmente oggettivo e talmente di disturbo che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inteso (ri)regolamentare con il provvedimento n.34/2009 il livello sonoro delle pubblicità in modo che quest’ultimo non debba essere emesso “con una potenza superiore a quella ordinaria dei programmi” (art. 1 del Regolamento).  Per quanto mi riguarda rifletto su un duplice aspetto. In primo luogo, risulta dal testo della deliberazione 34/2009 che si sia a lungo discusso sul metodo da utilizzare per il rilevamento del volume e che quello individuato va considerato di natura sperimentale. In secondo luogo, i tempi di attuazione del provvedimento sono piuttosto lunghi. Infatti, data la natura sperimentale del metodo di rilevamento, è previsto un periodo di 6 mesi di verifica del metodo previsto dal Regolamento, con sospensione contestuale dell’efficacia delle sanzioni.

Orbene, io comprendo perfettamente che il metodo di rilevamento utilizzato e considerato sperimentale debba essere in qualche modo verificato nel suo funzionamento. Non foss’altro perchè si deve tutelare l’ascoltatore televisivo. Mi dispiace, però, rilevare che, per l’ennesima volta, le autorità sono in netto ritardo rispetto alla tecnologia e alla sua evoluzione. Il perchè è facilmente individuabile.

Le ultime generazioni di TV LCD hanno un sistema di rilevazione del livello sonoro che in automatico provvede ad abbassare il volume se si rileva un cambiamento improvviso dei valori! Vale a dire che chiunque acquisti un moderno TV LCD non dovrà aspettare che il metodo di rilevazione scientifico introdotto dal provvedimento dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni diventi definitivo fra chissà quanti mesi, ma può godersi la visione di un qualsiasi programma senza il fastidio di intervenire con il telecomando a regolare il volume ogni volta che partono i messaggi pubblicitari.. penserà a tutto il televisore e gli anziani ringraziano!

Sebbene sia evidente che le Leggi sono e saranno sempre in ritardo rispetto alla velocità con la quale la tecnologia evolve, mi spaventa il fatto che nel caso preso ad esame oggi si discuta sulle modalità sperimentali di rilevamento di 1/2 decibel in più o in meno, da verificare in 6 mesi, con tavoli tecnici, pareri, esperti o sedicenti tali e non ci si rende conto che quando il regolamento troverà definitiva attuazione, 3/4 d’Italia avrà già risolto il problema per aver acquistato un TV LCD con la funzione di riduzione automatica del volume durante la pubblicità!

Non si faceva prima a chiedere lo schema degli algoritmi usati dai produttori di televisioni? Ah no! E’ vero… sicuramente questi algoritmi sono protetti da brevetti… tutta colpa dei brevetti se la Legge in Italia è lenta come una tartaruga! 😀

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