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Ennesimo attacco alla libertà su Internet: tappati la bocca entro 48 ore altrimenti...fanno 13mila euro

Ormai siamo abituati. Non facciamo a tempo ad esultare perchè un emendamento come quello D’Alia venga ritirato dopo una dura e lunga battaglia su Internet, che ecco apparire un altra proposta a dir poco assurda. L’ennesimo tentativo di mettere un bavaglio su Internet. Questa volta si tratta di ciò che prevede il Disegno di legge in materia di intercettazioni per quanto concerne quelli che vengono definiti i “siti informatici”…Sarò molto breve, perchè il testo del disegno di legge incriminato è davvero molto esplicativo e perchè se a ciò si aggiunge che su questo disegno di legge il Governo ha posto la fiducia sarà facile immaginare cosa potrà accadere. Basta la sola lettura dell’art. 1, comma 28 del provvedimento per capire la gravità dlla situazione:

All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

[…]

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:
«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

In poche parole quando questo testo sarà approvato,  si potrà obbligare il titolare di un blog a rimuovere il contenuto di un articolo entro 48 ore dalla richiesta da parte di chi si ritiene leso. Il problema fondamentale è che in questo modo, in amniera molto simile a quanto accade per le testate giornalistiche, i semplici bloggers faranno meglio a non pubblicare contenuti che potrebbero risultare scomodi a qualcuno soprattutto se non sono sicuri di poter leggere la posta elettronica nelle ore e nei giorniseguenti la pubblicazione... altrimenti saranno costretti a pagare una cifra che oscilla tra i 15 e i 25 milioni delle vecchie lire.

Per il momento non voglio aggiungere altro se non la mia indignazione. Ma nei prossimi giorni torneremo a parlare del problema in maniera più approfondita.

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5 Responses

  1. Albe says:

    Ciao Stefano, ho pubblicato questo tuo link sulla mia pagina di facebook….diffondiamo il verbo…finchè possiamo! ma sto pensando bene di cambiare aria…oramai questo paese è marcio. Non c’è più speranza.

    Complimenti per il blog!
    Albe

  2. stefano says:

    @ Albe:
    grazie per l’aiuto a diffondere il problema.
    Stiamo andando alla deriva, se non lo siamo già… ad ogni modo, noi stiamo messi male, ma l’andar via è l’ultima strada secondo me 🙂

  3. Napolux says:

    Mmmm… Bella merda. Ma non è incostituzionale? Vedi la voce: “libertà di espressione”.

  4. stefano says:

    @ Napolux:
    il problema è che dei semplici bloggers potranno essere equiparati a vere e proprie testate giornalistiche.
    Vedremo cosa ne pensa Napolitano sull’incostituzionalità… ma dubito fortemente in un suo intervento senza una forte mobilitazione.

  5. andrea says:

    Albe wrote:

    Ciao Stefano, ho pubblicato questo tuo link sulla mia pagina di facebook….diffondiamo il verbo…finchè possiamo! ma sto pensando bene di cambiare aria…oramai questo paese è marcio. Non c’è più speranza.
    Complimenti per il blog!
    Albe

    Non ci arrendiamo! Non siamo noi a dovercene andare.
    Comunque non mi sono chiari alcuni punti di questa legge.
    Non ho ben capito se la richiesta di rettifica debba essere fondata (contenuti falsi, diffamatori o comunque lesivi), oppure qualsiasi richiesta, fatta da chiunque, venga considerata valida.
    Nel secondo caso, da quel che ho capito, un pincopallino qualunque mi scrive sulla mail del sito chiedendomi di eliminare un articolo che non gradisce. Affinchè la legge venga applicata, dovrà avvertire l’ Autorità competente. Già, ma quale Autorità? In Italia ce ne sono parecchie…
    Un’ altro punto: Stefano nell’ articolo aveva scritto: “…farebbe meglio a non pubblicare contenuti che potrebbero risultare scomodi, soprattutto se non si è sicuri di poter leggere la posta nei giorni successivi la pubblicazione”
    Questo significa che la richiesta di rettifica è valida solo se inoltrata subito dopo la pubblicazione dell’ articolo a cui si riferisce?
    In ogni caso, come facciamo ad essere sicuri di poter leggere la posta?
    Spesso l’ ADSL e le piattaforme che ospitano i blog fanno brutti scherzi…
    Mah… che legge strana…

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