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DDL intercettazioni e siti web informatici: blocchiamolo firmando!

Qualche giorno fa vi avevo parlato di ciò che accadrà quando il disegno di Legge sulle Intercettazioni verrà approvato definitivamente. Del problema hanno parlato in maniera approfondita l’avv. Ernesto Belisario, l’avv. Guido Scorza e tanti altri. Adesso, però, è venuto il momento di agire e di passare dall’informazione ai fatti.

L’Istituto Politiche dell’Innovazione ha indirizzato una lettera ai Presidenti dei Gruppi Palamentari del Senato ed ha reso pubblico il testo chiedendo a tutti di sostenere l’iniziativa. Per farlo è sufficiente sottoscrivere la lettera firmando qui.

Ovviamente io chiedo a tutti voi di aderire all’iniziativa e di sostenere l’Istituto Politiche dell’Innovazione non solko firmando, ma diffondendo l’iniziativa con tutti i mezzi dei quali disponete. C’è bisogno di una forte movimentazione,  il bavaglio è pronto, devo sono usarlo!

9 Responses

  1. FAbio says:

    Ciao, non ci sono parole per definire questo obrobrio, quindi lascio ad altri espimersi.
    L’unica cosa, ma questa iniziativa delle firme elettroniche ha validità istituzionale o legislativa come firme raccolte a mano? Ci sono differenze, cioè sono equiparati i due modi?

  2. stefano says:

    @ FAbio:
    No fabio, non ha alcuna validità istituzionale, ma serve per contarci e per far capire che non siamo in pochi a non volere una legge così!

  3. Barra says:

    Vado controccorrente.
    Ce la siamo cercata. Troppo spesso certa gente si è permessa di scrivere il falso, di calunniare e di offendere personaggi + o -o importanti. Già con le attuali leggi era reato, però era quasi impossibile ottenere una rettifica a causa della lungaggine burocratica.

    Chi scrive con giudizio, verificando le fonti, moderando le parole (come è giusto che sia in un paese civile, si può e SI DEVE protestare senza offendere) non correrà rischi, x gli altri sinceramente ‘so cazzi loro’ se mi è concesso il termine.

  4. stefano says:

    @ Barra:
    non sono d’accordo. Il problema è che qui si corre il rischio che se si dicono cose scomode si viene di fatto censurati, non solo se si scrive il falso o si calunnia (ipotesi per le quali, come hai detto la legge esiste già).
    Scusami, ma onestamente uno come me o come tanti altri non può permettersi di difendersi nel caso non si condivida la diffida a rettificare.. Io non sono un giornale con una squadra di avvocati alle spalle.
    Quei vincoli lasciamoli a chi fa informazione di professione, non a chi lo fa in maniera amatoriale.

  5. Barra says:

    Prima si correva il rischio di essere insultati, infangati e calunniati senza che fosse possibile ottenere la giusta ‘vendetta’.

    Quante volte i giornali hanno accusato in prima pagina per poi sistemare con un trafiletto subito sotto gli annunci erotici dove dichiaravano di aver scritto una stronzata?

    Lo stesso vale per il web. Beppe Grillo ha passato mesi a osannare un prodotto ‘miracoloso’ che messo in lavatrice puliva panni e vestiti con “l’aiuto del sole” (si come Daitan). L’aggeggio infatti si ricaricava sotto il sole. Quando si è scoperto che l’affare in questione era un truffa cosa è successo? ha smesso di parlarne nei suoi spettacoli (2 volte l’ho visto dal vivo e in entrambe le occasioni ha tirato fuori il robo), ha semplicemente chiuso l’argomento. IMHO questa è una situazione che deve cambiare. L’attuale proposta è una porcata. Però lasciamo dire che la parte che impone una smentita di PARI VISIBILITÀ è imho sacrosanta.

    E in questo mio commento non ho volutamente nominato politici, veline ecc. perchè imho il problema si pone anche tra i comuni ‘cittadini’. Nell’era della comunicazione tramite sistemi come facebook è importante poter tutelare la propria persona.

    Altro esempio: mi è capitato di presentare una cara amica a un conoscente. Dopo pochi minuti questo mi tira da parte e mi dice ‘questa l’ho gia vista’. Il gg dopo mi manda una mail con varie sue foto, messe in giro da una ‘vecchia fiamma’. Pensi che sia stato possibile fare qualcosa? Legalmente le possibilità di ottenere un risarcimento erano vicine allo 0, e per il danno di immagine non ci si poteva fare nulla.

    Quelli ‘come te’ devono scrivere non per sentito dire, soprattutto quando si parla (male) di persone che quasi certamente non hanno possibilità di replica.

    Nell’era della comunicazione mi sembra che si siano persi di vista educazione e rispetto, anche delle persone che hanno idee diverse, siano esse politiche, sportive o altro. Pensa che su un altro blog sono stato insultato perchè voglio imparare a programmare in Mono, linguaggio nato da specifiche Microsoft (ma non sviluppato da MS) e quindi il male per qualunque sviluppatore Linux….

  6. stefano says:

    @ Barra:
    Sono d’accordo su molte delle cose che hai scritto, ma ciò che mi intertessa di più è questo:

    L’attuale proposta è una porcata. Però lasciamo dire che la parte che impone una smentita di PARI VISIBILITÀ è imho sacrosanta.

    Gli obiettivi che vuoi tu non si raggiungono con questa legge. Questa legge rischia di diventare il bavaglio preventivo che il blogger si mette per paura di subire la multa: “piuttosto che rischiare la diffida e successiva multa non parlo”. Non è giusto.
    Come ti ho già detto il singolo non è una testata giornalistica, non ha la struttura, il tempo ed i soldi per difendersi da un’eventuale accusa e obbligo di rettifica ingiusto.

    Altro esempio: mi è capitato di presentare una cara amica a un conoscente. Dopo pochi minuti questo mi tira da parte e mi dice ‘questa l’ho gia vista’. Il gg dopo mi manda una mail con varie sue foto, messe in giro da una ‘vecchia fiamma’. Pensi che sia stato possibile fare qualcosa? Legalmente le possibilità di ottenere un risarcimento erano vicine allo 0, e per il danno di immagine non ci si poteva fare nulla.

    Domanda: credi che se non sei riuscito a far nulla in questo esempio con la legge in approvazione avresti potuto far qualcosa in più?

    Nell’era della comunicazione mi sembra che si siano persi di vista educazione e rispetto, anche delle persone che hanno idee diverse, siano esse politiche, sportive o altro. Pensa che su un altro blog sono stato insultato perchè voglio imparare a programmare in Mono, linguaggio nato da specifiche Microsoft (ma non sviluppato da MS) e quindi il male per qualunque sviluppatore Linux….

    Anche qui siamo d’accordo sulla parte iniziale del discorso. Al contrario, sul fatto che ti abbiano insultato, beh ti assicuro che è capitato + volte anche a me, ma è diverso. Se vuoi persegui penalmente chi si nasconde dietro il nick che ti ha insultato. La legge in approvazione è cosa molto ben diversa. Ti invito a leggere i commenti degli avv.ti Belisario e Scorza per comprenderne appieno il significato e la portata, che, ripeto, va ben oltre gli esempi che ci stiamo facendo.. a cominciare dall’aberrante generico richiamo ai “Siti informatici”! Ma che sono i siti informatici? Giuridicmamente parlando questa legge è uno scandalo!

  7. Barra says:

    la discussione sta diventando interessante, soprattutto per i toni moderati e piacevoli 😀

    Come ti ho detto la legge è eccessiva ma nasce a seguito di ‘eccessi’ da parte di una parte della stampa e dei blog (Grillo su tutti, provasse me a chiamare psiconano o mortadella, lo vado a cercare sottocasa). E come spesso accade in situazioni di questo tipo anche si eccede nella direzione opposta. Non vedo poi nella normativa grandi rischi per chi si DOCUMENTA (cosa ormai rara tra i bloggers italiani). Ai tempi della riforma scolastica PRIMA di intervenire su un blog che INSULTAVA la Gelmini mi sono letto TUTTA la PDL nei dettagli e ho difeso la maggioranza delle scelte fatte. Mi sono però dovuto scontrare con gente che riportava parole di altri, ipotizzava situazioni assurde e irrealizzabili per evidenti limiti nella riforma.
    La riforma era perfetta? no. Però come argomentare con chi sputa sentenze senza degnarsi di leggere quanto scrivi? Io riportavo parte del testo (poi approvato) e loro rispondevano con i commenti di utenti o ipotesi fantasiose. La scuola (almeno quella che ho frequentato io) faceva schifo, qualunque cambiamento IMHO è ben accetto e può solo migliorare una situazione imbarazzante. Interessante un articolo sul sito di repubblica di oggi, dove la scuola italiana si piazza agli ultimi posti per qualità dell’insegnamento, nella spesa per studente ma stranamente al secondo (dietro la croazia) per la ‘qualità percepita’ dagli insegnanti. Praticamente ci dicono che tutto fa schifo ma per gli insegnanti non esistono problemi!

    Con l’attuale proposta di legge la persona in questione che SAPEVA di aver commesso un reato per PAURA di ripercussioni (giuste e giustificate) avrebbe forse rettificato, chiesto scusa e si sarebbe adoperato per limitare i danni invece che riderci in faccia.

    Per la parte finale: per lavoro ho frequentato e frequento tuttora molti avvocati e vari funzionari pubblici. Massimo rispetto per gli avvocati da te nominati (mi riprometto di leggere questa notte i loro pensieri sulla questione) ma l’interpretazione delle leggi è quanto di più variabile ci sia a questo mondo, spesso proprio perchè molti giuristi e magistrati sono fortemente orientati politicamente (vari avvocati mi hanno tranquillamente detto che cambiano strategia a seconda del magistrato). Quelle che sono loro interpretazioni possono essere tranquillamente smentiti nella loro applicazione da parte di un magistrato.

    Questa legge sarà anche uno scandalo ma ‘giuridicamente parlando’ ci sono scandali ben peggiori. Io continuerò a scrivere quello che mi pare, perchè scrivo CITANDO FONTI, RISPETTANDO TUTTI, SENZA ECCESSI. In un contesto di questo tipo questa legge può danneggiarmi?

    Scusami per la lunghezza!

  8. stefano says:

    @ Barra:
    Mi piacerebbe poter rispondere punto per punto a quello che tu dici, ma non ho in questo momento il tempo per farlo 🙂
    In linea di massima sono d’accordo con quanto dici. Tuttavia lo strumento che si usa non ritengo che sua quello corretto.
    La mia paura è che questa legge finisca per essere un balzello per i blogger più critici verso ciò che accade.
    Ripeto, il problema è che anche se tu ti documenti e scrivi il vero, non è detto che la diffida non ti arrivi lo stesso. Ed è proprio lì il problema.
    Io ho scritto il vero, mi sono documentato, ma siccome quello che dico non sta bene a qualcuno questo qualcuno intanto mi fa la diffida, poi si vede. A quel punto io sarò costretto a modificare il blog entro 48 ore, salvo poi vedere se ho le possibilità di tutelarmi e far valere il mio diritto. Non mi sembra l’approccio corretto 🙂

  9. Barra says:

    Ti confermo che (se le cose sono realmente come descritte in giro) l’approccio (per quello che riguarda la parte web della riforma, i giornalisti li metterei in buona parte a zappare la terra!) sia sbagliato.

    Non conosco i dettagli della legge (anche quella questa sera, dedicherò attenta lettura della riforma) ma dalla rapida occhiata che ho capito che dovrebbe funzionare come segue:
    pubblico un post
    viene giudicato falso o infamante da qualcuno
    mi viene comunicato che ho 48 ore per correre ai ripari.
    lo faccio? fine li.
    non lo faccio? rischio di finire in tribunale.

    Trovo assurdo nella legge che (da quel che ho letto ma anche qui voglio controllare) possano essere gli ISP a chiederti la ‘censura’. Capisco finchè parliamo di gestori di varie piattaforme (blogger, wordpress e facebook). Sei a casa loro e loro fanno le regole, ma Telecom no!

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