Archivio per la Categoria “Diritto”

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Tutti gli Avvocati conoscono bene il software per redigere la nota di iscrizione a ruolo. Molti utilizzano il famoso EasyNota fornito da Lextel; altri utilizzano la versione del software fornita direttamente dal Ministero della Giustizia e scaricabile dalle pagine del sito web relative al Processo Civile Telematico. Il Ministero, con grande gioia per chi come me non usa sistemi operativi proprietari, mette a disposizione una versione del suddetto software da installare su GNU/Linux. Peccato che (almeno su Debian) non è possibile installare il software senza problemi :( Leggi il resto di questo articolo »

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Qualche giorno fa vi avevo parlato di ciò che accadrà quando il disegno di Legge sulle Intercettazioni verrà approvato definitivamente. Del problema hanno parlato in maniera approfondita l’avv. Ernesto Belisario, l’avv. Guido Scorza e tanti altri. Adesso, però, è venuto il momento di agire e di passare dall’informazione ai fatti.

L’Istituto Politiche dell’Innovazione ha indirizzato una lettera ai Presidenti dei Gruppi Palamentari del Senato ed ha reso pubblico il testo chiedendo a tutti di sostenere l’iniziativa. Per farlo è sufficiente sottoscrivere la lettera firmando qui.

Ovviamente io chiedo a tutti voi di aderire all’iniziativa e di sostenere l’Istituto Politiche dell’Innovazione non solko firmando, ma diffondendo l’iniziativa con tutti i mezzi dei quali disponete. C’è bisogno di una forte movimentazione,  il bavaglio è pronto, devo sono usarlo!

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Ormai siamo abituati. Non facciamo a tempo ad esultare perchè un emendamento come quello D’Alia venga ritirato dopo una dura e lunga battaglia su Internet, che ecco apparire un altra proposta a dir poco assurda. L’ennesimo tentativo di mettere un bavaglio su Internet. Questa volta si tratta di ciò che prevede il Disegno di legge in materia di intercettazioni per quanto concerne quelli che vengono definiti i “siti informatici”… Leggi il resto di questo articolo »

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Il 19 febbraio 2009, con il provvedimento n. 34, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è intervenuta su una materia che è di sicuro interesse per chi è solito guardare la TV. Infatti, sono state dettate nuove disposizioni in materia di livello sonoro dei messaggi pubblicitari e delle televendite. Sarete in tanti ad aver letto questa notizia e non voglio tediarvi con un’analisi particolareggiata di ciò che è stato disposto con il detto provvedimento. Ma mi viene spontanea una riflessione… Leggi il resto di questo articolo »

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Quello riportato nel titolo è il vero motivo per il quale io ed il mio amico e collega di blog work4net.it abbiamo deciso di intraprendere l’iniziativa di raccolta delle firme. E’ del tutto superfluo dire che l’ultimo anno è stato ricco di eventi negativi per i bloggers e per i siti personali. Attacchi da tutti i fronti. E più sei scomodo, più tentano in tutti i modi di chiudere il tuo blog o sito personale. Ce ne stiamo con le mani in mano? Direi proprio che non è il caso. Leggi il resto di questo articolo »

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Con una conferenza stampa tenuta dall’attuale Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in compagnia del Sottosegretario Bonaiuti, è stato annunciato in via definitiva il Disegno di Legge sulle intercettazioni telefoniche di cui tanto si sta parlando negli ultimi giorni. I più importanti media italiani, nel diffondere la notizia, hanno posto l’accento sulla parte della conferenza stampa e sulle interviste dei politici che riguardavano la “tutela della privacy” dei cittadini. Da una parte si sostiene che con questo ddl il Governo vuole mirare a tutelare la privacy dei cittadini e dall’altra parte si parla meno di privacy dei cittadini ma di più della necessità di evitare la pubblicazione di intercettazioni prima di un certo stato del processo penale. Ad ogni modo la sostanza cambia poco… Leggi il resto di questo articolo »

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Stamattina sono stato colpito da una notizia apparsa su “Il Sole 24 Ore” dove veniva citata una vera e propria emergenza. Infatti, un recente studio del Consiglio Superiore della Magistratura evidenzia che, a causa del nuovo ordinamento giudiziario che impedisce ai giovani Magistrati di esercitare le funzioni di Pubblico Ministero, Giudice Monocratico e Giudice delle Indagini Preliminari, resterebbero scoperti 200 posti di P.M..

Il nuovo ordinamento giudiziario stabilisce che i neotogati, nonostante abbiano superato un concorso difficilissimo ed altamente selettivo, nonostante abbiano svolto i 18 mesi di tirocinio, non possono esercitare le funzioni succitate se non dopo la prima valutazione di professionalità che avviene dopo 4 anni. La conseguenza di ciò è che i posti vacanti salirebbero a ben 200 con la maggioranza di essi mancanti nel Sud Italia. L’articolo de Il Sole 24 Ore evidenzia che le Procure maggiormente colpite da tale riforma sarebbero quelle siciliane e calabresi. Ad esempio nella Procura di Gela mancano addirittura 3 Magistrati su 5!

Il problema è aggravato dal fatto che le procure di piccole dimensioni, ossia quelle maggiormente colpite, sono state sempre considerate quelle dove i neotogati potevano “fare esperienza” e, dunque, quelle dove i Magistrati più anziani non vogliono spostarsi. Proprio per ovviare a tale fatto, il CSM sta pensando di verificare la possibilità di prevedere incentivi economici per coloro che vorranno chiedere il trasferimento nelle piccole Procure.

Intanto, il 7 maggio 2008, il CSM ha deliberato l’indizione di un concorso per 350 posti di magistrato ordinario.

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Questa è una di quelle notizie che agli Avvocati più anziani e meno avvezzi alle tecnologie farebbe accapponare la pelle. Agli avvocati giovani o felici dell’uso del computer, al contrario, avere questa informazione non può che far piacere. Ma non è solo una notizia per gli addetti ai lavori. Infatti, in molti Tribunali italiani è ancora possibile procedere con la separazione senza l’assistenza di un legale ed a quel punto avere un software come quello di cui vi sto per parlare potrebbe essere una grande comodità.

Si tratta di un software per la cui esistenza dobbiamo ringraziare sentitamente il dr. Angelo Piraino, Giudice del Tribunale di Palermo, e Renato Compagno, lavoratore dell’Ufficio distrettuale per l’informatica di Palermo, che hanno deciso di metterci a disposizione gratuitamente il loro lavoro informatico. Grazie di cuore!

Ma veniamo al dunque. Il software serve a calcolare gli assegni di mantenimento nei giudizi di separazione e divorzio. Si legge sulle pagine del sito che ospita il download che tale software “è un programma elaborato in applicazione dei criteri di massima impiegati dal Tribunale di Palermo – sez. I civile, per la determinazione della misura degli assegni di mantenimento nei giudizi di separazione e di divorzio, sulla base della normativa vigente e degli orientamenti giurisprudenziali prevalenti del settore“.

Incuriosito dal suo funzionamento ho immediatamente provveduto ad effettuare il download. Sono state messe a disposizione due versioni del software, una per Windows XP ed una per Windows 2000. Sebbene non esistano versioni del software che funzionino nativamente con Linux, ho provato ad usare il programma tramite Wine ed il tutto funziona alla perfezione!

Ecco le immagini del software in uso tramite Wine:

Schermata benvenuto Calcolo Assegnicalcolo assegno foto avvio software wineSoftware calcolo assegno in azione

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Ormai si tratta di una Giurisprudenza consolidata. Ed a confermarla è stata, da ultimo, la Commissione Tributaria di Secondo Grado della Campania, con la sentenza n. 52/05/08, con la quale è stato annullato l’atto di riscossione dell’Agenzia delle Entrate emesso in violazione dello Statuto del contribuente. Infatti, l’art. 6 della L. 212/2000 sancisce la necessità che il contribuente venga messo nelle condizioni di chiarire la propria posizione nei confronti del Fisco ogni volta che risultino incertezze sulle dichiarazioni del primo. Dunque, l’Amministrazione, attraverso il mezzo postale o quello telematico, deve invitare il contribuente a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine non inferiore a 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Senza questo previo avviso la notifica delle cartelle esattoriali è da ritenersi nulla.

Il problema era sorto a causa di una divergente intepretazione dell’art. 6, co. V, della L. 212/2000, laddove viene stabilito l’obbligo per l’Amministrazione di richiedere i chiarimenti “qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione“. Più precisamente, il Fisco aveva sempre ritenuto che tali “incertezze” non sussistessero nel caso in cui fosse risultato un omesso versamento delle imposte. Al contrario, la Giurisprudenza prevalente (cfr. Comm. Tributaria Puglia, sent. n. 16/15/07) sostiene che le “incertezze” possono riguardare anche l’eventuale risultanza di un omesso pagamento.

La Giurisprudenza consolidata, dunque, mira in primo luogo a ridurre il contenzioso tra contribuente e Amministrazione Pubblica. Inoltre, a mio avviso, sancisce un principio di logicità e di buon senso. E’ giusto evitare inutili contenziosi e preoccupazioni da parte del contribuente se quest’ultimo può dimostrare, ad esempio, di aver correttamente effettuato i versamenti. D’altronde è esattamente ciò che già accade nei rapporti tra privati dove la prassi è quella di invitare il presunto debitore ad effettuare i pagamenti dovuti prima di procedere giudizialmente.

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Con sentenza n. 8445/08 la Corte di Cassazione Sez. II Civ. ha definitivamente sancito che il praticante avvocato è responsabile anche per le attività stragiudiziali che non sono riservate agli iscritti all’Albo. Secondo la Suprema Corte, infatti, il contratto di prestazione professionale tra praticante avvocato e cliente, benchè avente ad oggetto una prestazione professionale che non richiede l’iscrizione all’Albo, è valido. Ne deriva che si risponde di responsabilità professionale nel caso in cui quest’ultima venga accertata.

Il fatto si è svolto così: un cliente si è rivolto ad un praticante avvocato per ottenere il risarcimento di un danno derivante da un sinistro stradale in seguito al quale la vittima di quest’ultimo aveva riportato un’invalidità permanente. Il professionista, tuttavia, ha fatto decorrere il termine di prescrizione per ottenere il risarcimento.

Da questo fatto è nata un’azione di responsabilità nei confronti del praticante avvocato che, come strategia difensiva, aveva invocato la propria carenza di legittimazione passiva (essendo egli un”semplice praticante”) ed il fatto che il consorte della vittima avrebbe richiesto l’interruzione di ogni attività per non danneggiare il responsabile dell’incidente, suo lontano parente. La Suprema Corte ha ritenuto, in particolare, che “il contratto concluso tra praticante avvocato e cliente, avente ad oggetto i compimento di atti processuali o anche prestazioni preparatorie rispetto ad essi è nullo per contrasto con l’art. 2231 c.c. e che, nel sistema delle norme di cui agli artt. 2231, 2232 e 2233 c.c. ci si riferisce rispettivamente ad avvocati, procuratori e patrocinatori, ed ad avvocati e praticanti abilitati per patti relativi a compensi”.

Praticanti avvocati, siamo stati nuovamente avvertiti! La nostra attività è professionale e non importa il fatto di essere “solo” dei praticanti. Noi siamo dei professionisti ai quali manca solo “il pezzo di carta”. La domanda che mi sorge spontanea è perchè ci fanno penare così tanto per accedere alla professione a pieno titolo se la professione noi la svolgiamo tutti i giorni, con onori e oneri!

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